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L’Europa a due filosofie

26 / 10 / 2011 |

Edificio della Bce in costruzione a Francoforte

Edificio della Bce in costruzione a Francoforte

Magari in gioco ci fossero solo degli interessi! Ci si intenderebbe prima e meglio. Ed invece i leader europei vanno a Bruxelles armati di ideologie e filosofie contrapposte. Paure, identita’ e storia: le correnti calde della politica ormai dilagano. C’e’ molta ironia in questo finale wagneriano di istituzioni che si presumevano al riparo dalle insidie della democrazia; in chiave psicanalitica si potrebbe parlare di rivincita del rimosso. Freud era viennese in fondo. Zona euro.

Perche’ dico questo? Perche’ in virtu’ di una sentenza della corte suprema tedesca Angela Merkel deve sottoporre al Bundestag qualunque trasferimento di fondi aggiuntivo all’estero, dunque anche il progetto di potenziamento del fondo salva stati. Il che significa che deve condurre un doppio negoziato simultaneo da una parte litigando con Sarkozy e Berlusconi, e dall’altra con i partiti politici in casa. Il Bundestag dovrebbe votare una risoluzione prima che la Merkel voli a Bruxelles.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, la bozza concordata tra maggioranza e opposizione contiene il seguente passaggio:

“una volta che la nuova Efsf (volgarmente detta fondo salva stati) entrera’ in vigore allora la Banca Centrale Europea potra’ cessare gli acquisti di buoni del tesoro dei paesi in difficolta’”

Vista del Reichstag a Berlino

Vista del Reichstag a Berlino

Cito testualmente e mi si rizzano i capelli in testa. Visto che siamo noi i primi a dipendere dall’acquisto di titoli della bce. Per i tedeschi, intendo l’opinione pubblica e le forze politiche, la Banca Centrale che ci siamo dati invece non deve intervenire, preferiscono stringere la cinghia e pagare, per la paura, che nasce dalla storia, del fantasma dell’inflazione e per la convinzione, che nasce dall’etica, che ci sono premi per la virtu’ e castighi per il vizio. Se poi non ci sono abbastanza risorse si raschia il barile. Se poi il premio alla virtu’ viene dato alla memoria pazienza.

Ieri Paul Krugman paragonava il fondo salva stati ad un secchio con un buco, il buco siamo noi, e dopo di noi la Francia, se la zona Euro si riduce a questo, continuava Krugman, che fallisca prima possibile. Oggi Martin Wolf, in una lettera aperta sul Financial Times si rivolge a Mario Draghi, definito l’unico uomo sulla terra che ha gli strumenti per mettere fine alla crisi, gli chiede di essere forte e coraggioso e trasformare la BCE nel prestatore di ultima istanza che tutti i sistemi economici hanno a disposizione, tranne la zona euro.

Nel suo piu’ recente intervento pubblico Mario Draghi ha definito la Bce come l’istituzione chiamata ad insegnare ai governi la cultura della stabilita’. Pedagogia del buon governo. Staremo a vedere.


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1 Commento

  1. Stefano Barducco il 26 October 2011 alle 1:06 pm

    Non riesco a dare torto ai tedeschi,anche se è sbagliato il concetto di fondo.La UE è troppo divisa in realtà nazionali ed ovviamente alla Germania non fa piacere,dopo 50 anni di “oculata” economia rivolta alla crescita nazionale,ritrovarsi a dover pagare i debiti di un’Italia che ai loro occhi ed a quelli di tutti non ha fatto altro che sperperare,promettere,e vivere sul fatto che è l’Italia,come se noi fossimo “unti dal Signore” e tutto ci fosse permesso.Riuscite a dargli torto?

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