La Grecia ruggisce. Pechino trema
8 / 2 / 2012 |
Per giorni la decisiva riunione tra l’esecutivo greco guidato dal tecnocrate Papademos e i segretari dei partiti che lo sostengono è stata rinviata. Il primo termine ultimativo è stato fissato a domenica mattina, poi a sera poi lunedì, poi martedì e infine oggi, mercoledì, alle 15.00, slittato, per ora alle 17.00. Perché? Ufficialmente perché mancava il testo scritto su cui lavorare per cercare l’accordo. Ora è arrivato. Questa almeno è una notizia. Un pò come se Penelope avesse ammesso davanti ai Proci che la tela è terminata. Un documento di 32 pagine e vari allegati, sulla cui foliazione non ci sono ancora indiscrezioni, è stato recapitato stamane alle ore 9.00 presso le sedi centrali dei partiti socialista (Pasok) e conservatore (Laos). Si presume che anche il partito di centro destra Nea Demokratìa ne abbia una copia. Il giornale greco in lingua inglese Ekathimerini spiega che questo testo contiene l’elenco di condizioni fissate dalla trojka dei tre creditori: Unione europea, Banca centrale europea e Fondo Monetario Internazionale e che la Grecia dovrà accettare senza condizioni né margini di ulteriore negoziato. Le condizioni dovranno essere sottoscritte non solo dal governo ma anche, ciascuno per suo conto, dai leader dei partiti politici in incontri dedicati ed infine votate dal parlamento, che, se tutto andrà bene le approverebbe dopo dibattito fiume tra sabato e domenica.
Sui contenuti non c’è ancora chiarezza, solo indiscrezioni. Si conosce l’entità del buco da colmare: 15 miliardi. Si sa che sarebbero 3 i miliardi di euro di nuovi tagli al bilancio dello stato. Altri 11 potrebbero venire, lo scrive il wall street journal, dalla BCE, attraverso una svalutazione dei profitti sui bond greci che l’istituto di Francoforte tiene in cassa. Con quali conseguenze sul sistema nervoso dei falchi della Bundesbank vedremo. Ne manca uno… Forse se lo accolleranno i creditori privati, i quali, secondo indiscrezioni, domani dovrebbero riunirsi a Parigi per finalizzare i termini del taglio al valore dei titoli da loro detenuti. Vedremo anche qui.
Il tema più angosciante per i politici greci che coltivano l’irrazionale sogno di farsi rieleggere è che i tagli previsti, ancora una volta, andranno a colpire la gente comune, già massacrata dall’austerity. Taglio alle pensioni minime, che viaggiano intorno alla stratosferica somma di 360 euro lordi/mese e a quelle integrative. Tagli anche al settore privato, tagli ai salari minimi del 22%, scenderebbero intorno ai 500 euro lordi. Parliamo di 300mila lavoratori. Siamo ormai quasi al pareggio tra reddito di un operaio greco e un dipendente cinese del Sichuan. Trema Pechino la concorrenza della Grecia fa paura! Viene da sorridere e anche un po’ da piangere pensando a quei 1000 miliardi di valore esportato messa a segno dalle imprese tedesche quest’anno e alla richiesta del sindacato IG Metall di aumentare ancora i salari del 6,6%. Ma tant’è.
Il leader di nea demokratìa Samaras, teoricamente di centro destra, teoricamente in testa nei sondaggi, se la Grecia fosse ancora un paese sovrano e non un moroso in mano ai creditori probabilmente sarebbe primo ministro, ha dichiarato che queste misure non gli piacciono affatto e che per lui, il nemico da battere è la recessione. Tuttavia i mercati danno per scontato che anche lui firmerà. Qualche analista non certo marxista mette in guardia contro la minaccia delle destre greche, bieche forze oscurantiste che rischiano di guastare la festa all’Europa. Il fatto è che le bieche destre oscurantiste son le uniche che levano una sia pur flebile voce in difesa di salariati al minimo e pensionati alla fame.
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Purtroppo non è così, magari!La Cina non ha di che preoccuparsi da questo punto di vista perchè essendo una dittatura le basterà abbassare i salari dei propri operai per mantenere la propria competitività,salvo rivoluzioni.Credo invece che dovrebbe essere molto preoccupata per il calo enorme delle proprie esportazioni e conseguente crollo del PIL, del crollo del proprio mercato immobiliare, dell’aumento dell’inflazione nonchè della montagna di bond USA di cui nn sà più che fare.
certo che ha fatto un certo effetto veder bruciare la bandiera della Germania,anche perchè si sa che sta facendo shopping, grazie al crollo di valore, di “asset” vitali per il paese. Solidarietà al Popolo greco! che stà così tanto soffrendo, ben sapendo che non è la prima volta e non è passato tanto tempo…..Se non si salva la Grecia poi verranno a “prendere noi, ma non sarà rimasto nessuno” e malgrando i titoloni del “Time” di questa sera. Grazie perchè siete proprio bravi, anche nel “tono”
Tagliamo la testa al toro.
Come i comuni che vengono commissariati quando i bilanci vanno a farsi friggere a causa di pessime amministrazioni forse sarebbe l’ora di commissariare senza tanti bizantinismi con tecnici che puzzano di politica, lettere della BCE, ecc.. e questo per la Grecia, ma non solo… ci si inventa un prefetto europeo, questione chiusa. Almeno non si pensa alle elezioni.
Anche il cervello della Merkel e di Sarkò sarebbero da commissariare, ma questa è un’altra storia.
PIL: 2008 = -0,2; 2009 = -3,3; 2010 = -3,5; 2011 = -5,5; 2012 = -2,8.
Debito/PIL: 2008 = 113; 2009 = 129,3; 2010 = 144,9; 2011 = 161,8; 2012 = 172,7.
Deficit/PIL: 2008 = -9,8; 2009 = -15,8; 2010 = -10,6; 2011 = -8,5; 2012 = -6,5.
Disoccupazione: 2008 = 7,7; 2009 = 9,5; 2010 = 12,6; 2011 = 16,6; 2012 = 18,4.
(Fonti: Eurostat Commissione Europea, autumn forecast)
Questi numeri, anche se spesso non esatti, sono indicativi. Ma c’è anche il rapporto segreto dei consulenti della troika, F.M.I., B.C.E.,U.E., che dal 2010 indica le scelte che il Governo Greco deve seguire. Secondo questo rapporto, fra poco tempo il debito raggiungerà il 208% del PIL e, nel 2020, sarà ancora del 173%; fino al 2027 la Grecia non avrà accesso ai mercati ed avrà bisogno di ristrutturare il debito e di altri 450 miliardi di euro.
“Il fatto è che le bieche destre oscurantiste son le uniche che levano una sia pur flebile voce in difesa di salariati al minimo e pensionati alla fame”. Ma dove? ma quando? ma se ogni giorno ci sono scioperi e manifestazioni! la sinistra radicale e i comunisti sono stati sempre all’opposizione dei socialisti che alla fine si sono uniti alle destre (come in italia) per fare un governo guidato da un “sicario dell’economia”. in questo momento nei sondaggi la sinistra radicale è data al 40%.
February 8, 2012 at 7:19 pm
Condivido il suo punto. In Grecia siamo all’hara kiri della classe politica tradizionale. Quel che volevo dire, e non sono stato sufficientemente chiaro, è che a leggere certa stampa economica internazionale sembra di capire che l’unica alternativa alle misure dettate dalla Trojika sia una sorta di populismo xenofobo di destra.
chissà quali promesse hanno fatto ai leader greci perchè accettino l’eutanasia del loro popolo …tanto i capi non hanno porblemi di salario …
greci fate default e mettegliela in quel posto ai banchieri speculatori …