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Ad un soffio da ground zero

13 / 2 / 2012 |

Grecia. Siamo ad un soffio da ground zero - Dice il primo ministro il tecnocrate Papademos. -Abbiamo negoziato il possibile. La storia giudicherà.- Parla il ministro delle finanze Venizelos, consapevole che non serve chiedere di più alla Grecia, vuol solo dire maramaldeggiare contro un corpo che è già morto. Sono parole che mostrano quanto esausta, quanto fatalista e rassegnata sia una classe politica che ha gestito il sogno, ormai dobbiamo chiamarlo così, di una Grecia moderna, liberale, europea purché fosse sempre tenuta in pugno dalle stesse grandi famiglie di sempre. La storia. Quanto pesa l’eredità della storia dei popoli nell’incomprensione tra le nazioni del vecchio continente? Quanto l’incapacità di comunicazione politica delle elite di un continente senza guida?

Tre tedeschi su quattro sono convinti che i Greci siano truffatori e lazzaroni che vogliono vivere alle spalle degli altri, tre greci su quattro sono convinti che la Germania voglia cibarsi della carne e del sangue del loro popolo. Angela Merkel vola nei sondaggi quando fa la faccia feroce. I partiti greci di opposizione raccolgono consensi quando la ritraggono in divisa da SS. E’ un dramma assistere a questa incomprensione tra le due nazioni che hanno fondato la filosofia occidentale dall’età antica a quella moderna. La frase è del presidente Giorgio Napolitano, consapevole che la crisi non ha ormai più solo un significato economico e forse neppure solo politico, ma è divenuto linguistico, semantico.

L’Europa è un concetto astratto, privo di capacità di indirizzare, ispirare, decidere. Non era così nel 2008 allo scoccare della crisi, da allora tutto quel che poteva andare male lo ha fatto le distanze invece di accorciarsi si sono ingigantite. Forse il parlamento greco infine approverà il pacchetto di misure di austerità che la trojika chiede, ma poi? Cosa resterà della classe politica che ha detto si? Sarà l’opinione pubblica a consegnare ad altri il potere e la rappresentanza, magari a quel partito comunista che in Grecia è sempre stato marginale e che oggi nei sondaggi è già maggioranza perché difende la gente da un rigore astratto e senza futuro. Magari a prevalere saranno le formazioni populiste e xenofobe della destra greco ortodossa, da sempre diffidenti nei confronti dell’occidente protestante e cattolico, sempre pronti ad immaginare complotti vaticoamericani, come il Peppone di Guareschi. Ma perché i partiti “ragionevoli”, che si ispirano alla nobile tradizione dei popolari o dei socialisti europei sono ridotti a fare da notai di una lunga lista di imposizioni che impongono sacrifici tanto severi da apparire privi di scopo, adatti a punire non a risanare, non a guarire? Il fallimento riguarda tutti, specie le famiglie della tradizione politica dell’europa, così fiera del suo “modello sociale di mercato”. Forse stanotte il parlamento greco voterà il piano che fa scattare il prossimo prestito europeo. I creditori pensare anno cosìdi salvare almeno la metà di quanto loro deve la Grecia.  Ma quale parlamento uscirà dalle prossime elezioni? Siamo ragionevolmente sicuri che sarà molto diverso da quello di oggi, qualunque cosa sottoscrivano le attuali formazioni politiche sarà stracciato dai nuovi arrivati, sospinti dall’indignazione di un popolo stremato da 5 anni di recessione e sacrifici vani. Appare ingenuo, puerile, lo sforzo, specie tedesco, di pretendere impegni sempre più popomposamente assunti non solo per l’oggi ma per i prossimi venti anni. Venti anni da trascorrere all’inferno solo per salvare un’idea di europa che ad Atene nessuno riesce più a capire.


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4 Commenti

  1. Antonio Casarini il 16 February 2012 alle 9:16 pm

    Condivisibile contabilità dell’attuale stato d’animo dei Greci, oltre all’affronto ed al danno dei politici corruttori di bilanci fasulli, spregiudicati affamatori di un popolo, ora debbono subire le lezioni di buona amministrazione di una Germania e Francia che alzano gli scudi ogni volta che sentono parlare di limitazione di sovranità?, questi sono incapaci di concepire una unione Europea, per loro stessa natura di uomini di destra e intollerabile rinunciare al nazionalismo che li pervade.

  2. Sergio Cesaratto il 13 February 2012 alle 10:15 pm

    Bello, bellissimo, sopratutto raro, il servizio sull’acquisto di armamenti della Grecia (in parte sapevamo). Potrei avere il link per i miei blog (incluso su Micromega)? Ottimo Rusconi, meno il solito giornalista economico (o economista) molto convenzionale. Si potrebbe alternare con punti di vista diversi?
    Saluti cordiali
    Sergio Cesaratto
    Professore ordinario di Economia
    Università di Siena
    338 1768793
    http://politicaeconomiablog.blogspot.com/
    http://documentoeconomisti.blogspot.com/

  3. Marilisa Cucculelli il 13 February 2012 alle 7:53 pm

    Sentiamoci solidali con i nostri fratelli greci che stanno pagando con il loro sangue l’avidità dei nuovi potenti!
    A che serviranno tutti questi sacrifici?
    Solo a sedare l’avidità di banchieri e politicanti.
    Che Europa stanno costruendo?
    Che Europa sarà quella fondata sulla povertà dei suoi cittadini?
    Tutti in piazza con la FIOM sabato prossimo, per noi e per i nostri fratelli greci.

  4. betta il 13 February 2012 alle 1:34 pm

    Perche’ ci dobbiamo scandalizzare della diffidenza dei tedeschi? io non mi meraviglio…….basta guardare cosa succede in ITalia. SIAMO BRAVI CON LE CHIACCHIERE. ….ma quanti danni stiamo facendo in questo paese!!! Basta un po’ di buon giornalismo per rimanere sconvolti ogni giorno…
    Berlusconi,Casini, Rutelli,D’AlemaVeltroni…morti che camminano. Bersani decidi

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