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Il ghepardo di Francoforte

17 / 5 / 2012 |

Angela Merkel è disposta a considerare stimoli all’economia greca, lo aveva detto a Berlino assieme ad Hollande, ne discuterà oggi in videoconferenza con Monti, Cameron e Hollande, lo scrive il New York Times. Ma per l’eurozona potrebbe essere già tardi. La capacità di virata della politica europea è più quella di una petroliera che di una barca da regata. Quando si tratta di azioni tempestive l’uomo da osservare è Mario Draghi. Molti si interrogano sulle sue intenzioni. Sta acquattato come un ghepardo in attesa di ghermire gli speculatori al momento giusto?

Il premier spagnolo Rajoy sta perdendo la compostezza pubblica mentre in privato viene descritto come nevrastenico e angosciato, in costante contatto con banchieri e leader europei, amareggiato perché, ripete, “la Spagna ha fatto tutto quel che le era stato chiesto”. Come Augusto dopo la sconfitta di Teutoburgo, gira per i corridoi della Moncloa gridando… “Dov’è la BCE?” In pubblico va giù pesante contro Merkel e Hollande, definisce surreale il dibattito se venga prima il rigore o prima la crescita, come se i due dibattessero della preesistenza o meno dell’uovo rispetto alla gallina, non nasconde che alla Spagna potrebbe presto risultare impossibile finanziarsi sui mercati. “La Spagna ha bisogno di un forte sostegno europeo adesso”, dice. La via politicamente più impegnativa è che i governi diano il permesso al fondo salva stati di salvare le banche spagnole direttamente ma solo la BCE ha la potenza di fuoco di garantire il debito dello stato. “Perché non sta comprando bonos? Che abbiamo fatto di male per meritare questo?”

La Grecia. Commentando la fuga degli euro da Atene, l’esclusione di 4 banche greche dalle linee di credito della BCE, e i segnali che la BCE starebbe razionando l’Euro al sistema bancario greco, The economist cita la legge di Gresham, finanziere londinese dell’epoca Tudor che si traduce volgarmente : “la moneta cattiva scaccia la moneta buona”. È vero che la dracma non esiste nella realtà ma esiste nelle aspettative di un numero crescente di operatori. Quindi è come se esistesse e la legge di Gresham si applica. La moneta buona sparisce perché viene tesaurizzata, spostata all’estero, nascosta. Se la tendenza continua la liquidità si prosciugherà velocemente. Il giorno che i bancomat cesseranno di sputare euro la pressione per l’emissione di una valuta alternativa o di un surrogato di essa diventerà irresistibile. Vi ricordate i mini assegni in Italia ai tempi di svalutation? Tra gli scenari  c’è da considerare anche questo: un’uscita dall’Euro che avviene spontaneamente, senza che nessuno l’abbia deciso.

Di fronte a queste pressioni spaventose Draghi sta tenendo un profilo basso, molto diverso da quello assunto durante la crisi di Agosto. Forse è stato colto di sorpresa dall’insufficiente impatto, rispetto alle sue aspettative, delle due iniezioni di liquidità che ha effettuato nel sistema bancario privato. Forse intende togliere ogni alibi alla politica forzandola ad una assunzione di responsabilità senza la quale, ritiene, ogni altro intervento risulterebbe inutile. Forse non intende prestare il fianco agli attacchi dei suoi avversari della Bundesbank che hanno fieramente avversato le manovre espansive non convenzionali dell’istituto di Francoforte. La BCE è già molto esposta con la Grecia e con la Spagna, se l’uscita della Grecia dall’Euro avvenisse realmente, l’istituto di Francoforte dovrebbe mettere a bilancio pesanti perdite, dato che è tra i pochi soggetti a vantare ancora crediti privilegiati, circa 50 miliardi di euro, non toccati dall’hair cut che ha riguardato il settore privato. Gli economisti monetaristi europei insistono sul fatto che il sistema di compensazioni e trasferimenti tra banche centrali dei paesi e BCE, il cosiddetto target 2, ha determinato, di fatto, una prevalenza della bundesbank nel capitale legata alla maggiore capacità dell’istituto tedesco di reperire liquidità sui mercati internazionali. Se la Grecia uscisse la Bundesbank sarebbe fortemente tentata di passare fattura. Se la svolta di Berlino non è solo retorica dobbiamo mette in conto che i monetaristi annidati nella Bundesbank sono ormai avversari non più solo di Draghi ma anche di una Angela Merkel che appare proiettata verso la collaborazione con i socialdemocratici.


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1 Commento

  1. betta il 18 May 2012 alle 12:32 pm

    Se la GRECIA esce dall
    ‘ Euro chi ci guadagna nell’ immediato?

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