cos’è l’europeo errante?
L’europeo errante è un gioco di parole, tra l’errare e gli errori del progetto europeo e la figura fiabesca dell’ebreo errante: un mito dell’europa medievale.
E’ l’uomo che, per aver deriso Cristo mentre saliva al calvario, è condannato a vagare per sempre sul continente. Abbiamo scelto come icona una tela di Marc Chagall; l’artista lo raffigura in eterno movimento perché di villaggio in villaggio non trova mai un luogo libero dall’ingiustizia dove potersi fermare.
Ci è sembrato un simbolo adeguato per raffigurare la crisi europea: il vecchio continente percorso da uno spirito unitario che non riesce a morire ma tuttavia vaga con fatica senza mettere radici.
Non c’è niente di più spirituale, di più astratto del denaro, scriveva Borges. Il denaro impone percorsi, trasforma, crea, distrugge e viene distrutto, lega tra loro luoghi e persone, non si ferma mai. L’euro, la nostra moneta, l’idea di unità che rappresenta, le istituzioni che la governano e poi noi, la gente, le nostre vite, il nostro futuro incerto, le nostre paure, il mutamento. Parleremo di tutto questo e cercheremo di fare ordine tra i fatti e i segnali contraddittori, di capire in anticipo le svolte, errando sulla pista della materia più spirituale che siamo riusciti ad inventare, il denaro appunto.